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Avevo, qualche anno fà, un amico molto distratto. S’immagini che una sera andò a dormire allo scuro. S’era appena steso sotto le coltri, che trasalì: nel suo letto c’era qualcuno! Impressionato, s’alza, accende la luce, guarda. Nessuno.
Torna a letto, ma ecco che di nuovo trasale: quell’uomo è ancora là. Un uomo robusto, alto, muscoloso. Ne sente perfettamente il corpo, le gambe, le braccia, il capo. Lo sente muoversi e respirare.
“Eppure” mormora “c’è qualcuno”.
Ma questa volta non si alza. Chiama invece il domestico e gli dice con voce soffocata, ma senza perdere la sua calma abituale:
“Ottone”
“Signore”
“Nel mio letto c’è qualcuno”
“Sissignore”
“Guardate, dunque. Chi è?”
“È il signore”.
Perfettamente. Era il mio amico che, distratto come sempre, non s’accorgeva d’essere lui l’uomo nel letto.
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(A. Campanile – “Ma che cosa è quest’amore”)
Osservo di sfuggita: lui è distrattissimo, ma il domestico è un folle. Che casa divertente.
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